Il concorso per Serra Venerdì cerca idee per migliorare la qualità abitativa degli spazi pubblici.

Stiamo cercando STRATEGIE  innovative che uniscono PROGETTI D’ARTE E/O D’ARCHITETTURA con PROCESSI che valorizzano le risorse umane, economiche, naturali del quartiere.

Il progetto vincitore oltre ad un premio di 4000 euro vedrà realizzato un prototipo del suo progetto nel 2019 come parte delle attività di

Matera Capitale Europea della Cultura.

I progetti devono intervenire su una delle tre aree selezionate sviluppando i temi di:Lo Spazio sociale, il Bosco, il Vicinato

PREMI

Premio per il 1° classificato 4.000 €
+ 5000 € per la realizzazione di un prototipo da testare durante Matera 2019 Capitale Europea della Cultura

Premio per il 2° classificato 1.500 €

Premio per il 3° classificato 500 €

COMMISSIONE TECNICA


La commissione tecnica che giudicherà i progetti è stata definita con l’obiettivo di creare un gruppo con competenze e punti di vista eterogenei al fine di valutare i progetti inviati nella maniera più rispondente alle finalità del concorso.
La commissione si riunirà per valutare i progetti e determinare le tre migliori proposte.
Sarà la giuria a definire la classifica finale e determinare il progetto vincitore, il secondo e terzo posto.
Come da bando la giuria finale sarà composta da 2 abitanti, il presidente della commissione, un componente di AoS, un membro dell’ufficio tecnico del Comune di Matera.

Ecco i nomi ed i profili dei componenti della commissione:

Per la figura di architetto paesaggista:
Francesco Paolo Gravina

Francesco Paolo Gravina è architetto e dottore in giurisprudenza, ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali per il Comune di Matera tra gli altri quello di dirigente del settore gestione del territorio, urbanistica e Sassi, a Matera ha diretto Progetti lntegrati di Sviluppo Urbano (PISU). Gravina ha collaborato alla redazione dello studio di impatto ambientale per il parco eolico del Comune di Craco, ha redatto i piani di rigenerazione urbana di Montalcino e Terlizzi. Dal 2017 è il direttore dell’ATER di Matera per il quale riveste le mansioni di: responsabile dell’attuazione delle linee di sviluppo e degli obiettivi gestionali dell’Ente definite dall’Amministratore Unico.
http://www.atermatera.it/


Per la figura di esperta in scienze sociali:
Daniela Ciaffi

Daniela Ciaffi insegna Sociologia urbana al Politecnico di Torino. Svolge attività di ricerca sul tema della partecipazione degli abitanti alle trasformazioni della città e del territorio: è autrice di “Urbaistica partecipata” insieme ad Alfredo Mela (Carocci, 2011) e curatrice di “Community action and planning” insieme a Nick Gallent (Policy Press, 2014).
È vice presidente di Labsus, il laboratorio per la Sussidiarietà che promuove in tutta Italia l’amministrazione condivisa dei beni comuni.
Per Labsus dal 2014 ad oggi cura la rete dei Comuni, delle associazioni e dei gruppi informali attivi, in Sicilia e in Piemonte, attraverso progetti sostenuti da soggetti diversi.
https://didattica.polito.it/pls/portal30/sviluppo.scheda_pers_swas.show?m=4141


Per la figura di esperta in arte contemporanea:
Stefania Galegati

Stefania Galegati Shines ha studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e a Brera con Alberto Garutti. Ha fatto parte di Via Fiuggi, un gruppo di giovani artisti che vivevano insieme a Milano alla fine degli anni novanta.
Lavora con diversi media innestando meccanismi di spostamento semantico nelle cose e nelle persone.
Ha esposto per la prima volta nel 1994 a Viafarini. Nel 2003 si sposta a New York con International Studio Program al PS1 MoMA dove sta per 4 anni. Ha vissuto senza fissa residenza per alcuni anni spostandosi fra New York, Buenos Aires, Zanzibar, Tanzania, e Europa.
Dal 2008 vive a Palermo, dove ha messo radici con la sua famiglia. Dal 2015 al 2018 gestisce il Caffè Internazionale, locale bar, centro multiculturale ed opera d’arte.
Attualmente insegna pittura alla Accademia di Belle Arti di Lecce.
Lavora con Pinksummer, Genova, dagli inizi e con Francesco Pantaleone di Palermo dal 2007.A fine settembre ha inaugurato la personale da FPAC a Milano e la quarta vetrina alla Libreria delle Donne.
https://it.wikipedia.org/wiki/Stefania_Galegati
http://www.galegati.net/

Matera 2019

Il concorso fa parte del progetto ARCHITETTURA DELLA VERGOGNA di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, è coordinato dal gruppo Architecture of Shame ed è promosso assieme a FEDERCASA, ATER MATERA e ATER VENEZIA con la collaborazione di Archivio di Stato di Matera e IAC Centro Arti integrate.
ARCHITETTURA DELLA VERGOGNA è un dialogo europeo che nasce dall’idea che Matera può essere un esempio di come trasformare le difficoltà in punti di forza.
Negli anni ‘50 i Sassi di Matera vennero definiti “vergogna d’Italia” e poi dopo quarant’anni riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Forte di questa esperienza Matera insegna a guardare con più attenzione i luoghi che viviamo e a decidere se davvero c’è qualcosa da cambiare o se invece esistono delle qualità che non riusciamo a vedere.

Ri-guardare Serra Venerdì

Il concorso nasce all'interno dello spirito di Architettura della Vergogna, per mettere sotto gli occhi di tutti le qualità del quartiere Serra venerdì e la sua ricchezza legata all’esperienza delle case popolari.
Considerato un quartiere minore per un lungo periodo, Serra Venerdì possiede tutte le carte per diventare un fiore all’occhiello della città in grado di essere modello europeo per la qualità di vita.




Basta guardarlo bene e riqualificare lo spazio pubblico con l’ottica di migliorare la qualità della vita mettendo a frutto la ricchezza sociale e la struttura architettonica originale del quartiere.

La parola agli abitanti

Questo concorso è l’ultimo passo di un percorso di quasi due anni di ricerche e dialoghi.
In questi anni abbiamo condotto un percorso di studio e confronto mettendo sempre al centro gli abitanti, guardando negli archivi ATER e dello Stato i documenti che raccontavano come le persone si adattavano alle nuove case, provando a sfatare miti e qualunquismi. Abbiamo parlato in pubblico sia con grandi esperti, sia con chi ha vissuto e vive il quartiere.
L’idea è sempre stata di creare un ponte tra passato, presente e futuro di questi luoghi che faccia perno sulla qualità dell’architettura delle case popolari e sulla loro capacità di accogliere il tempo e le trasformazioni.
Abbiamo condotto questo passaggio attraverso azioni partecipative e video interviste per far emergere i bisogni di chi abita il luogo. I risultati di questo processo sono una base per le soluzioni dei progetti che cerchiamo.

Disegna il tuo quartiere

Le richieste del bando nascono dall’unione di ricerche storiche e dal confronto con gli abitanti che abbiamo incontrato e coinvolto nel nostro percorso usando metodi diversi.
Tra questi metodi abbiamo creato un sondaggio, che è stato distribuito nei luoghi centrali di Serra Venerdì attraverso delle cartoline.
La cartoline chiedevano cosa serve nel quartiere: panchine e arredi urbani, giochi e attrezzature sportive, zone d’ombra, verde pubblico erano le quattro categorie che gli abitanti dovevano valutare in base alla necessità di ciascuno, aggiungendo, a loro scelta ulteriori necessità o problematiche riscontrate.
Ne sono state raccolte circa 400 e di seguito trovate i risultati e le indicazioni per la compilazione di un progetto che risponde alle necessità del quartiere.

Video



Calendario dei concorso

29 Giugno 2018
Pubblicazione

20/21 Agosto 2018
Sopralluogo (non obbligatorio)

Entro il 13 Agosto 2018
Richiesta chiarimenti

Entro il 27 Agosto 2018
Pubblicazione FAQ

Entro il 20 Settembre 2018
Iscrizione

12.00 10 Ottobre 2018
CONSEGNA DOCUMENTAZIONE

Entro il 15 Novembre 2018
Lavori della commissione giudicatrice

entro il 16 Novembre 2018
Lavori della Giuria

19 Novembre 2018
Pubblicazione della graduatoria definitiva

29 Novembre 2018
Convegno di presentazione delle proposte ideative e premiazione

Giugno 2019
Realizzazione del prototipo progettuale

Credits


- Responsabile coordinamento : arch. Fabio Ciaravella
- Coordinatori : arch. Mimì Coviello e arch. Stefania Spiazzi
- Supporto al coordinamento: arch. Miriam Romano
- Azioni partecipative: IAC, Centro Arti Integrate e Debora Russo
- Video: Joseph Geoffriau e Debora Russo
- Grafica: Vito Plasmati
- Segreteria Tecnica di coordinamento: Architecture of Shame Via Piave 17, Matera

FAQ

Si, il gruppo di partecipanti deve essere composto almeno da 4 professionalità diverse e nello specifico da un architetto, un paesaggista, un artista ed un esperto in scienze sociali. Poiché il suo gruppo ha già 2 architetti, se uno dei due componenti ha un curriculum che dimostra esperienza in progettazione paesaggistica, allora dovrà trovare solo le altre 2 figure per partecipare.

La sua posizione è ammessa al concorso poiché, come scrive, non ha preso parte al concorso né tra lei e i soggetti che compongono Architecture of Shame e gli altri soggetti banditori, esistono relazioni di carattere lavorativo. Inoltre la commissione tecnica, che sceglierà i tre progetti da sottoporre alla giuria, non prevede facoltà di voto per Architecture of Shame. Lo stesso vale per altri componenti del DiCEM dell’Università della Basilicata, di cui Architecture of Shame è partner per lo sviluppo dell’omonimo capitolo della Capitale Europea della Cultura, poiché la collaborazione è tra le strutture e non nello specifico su questa attività.

Si deve essere composto almeno da 4 figure diverse: un architetto, un paesaggista, un artista ed un esperto in scienze sociali.

Le delimitazioni delle aree sono indicazioni di spazi su cui è obbligatorio intervenire, ma il progetto può estendersi, a partire da quell’area, agli spazi che si ritiene utili per esprimere al meglio la propria strategia. L’area che vede quindi può essere integrata da altri spazi mantenendo la coerenza al tema.


1) - No, non è necessaria l’iscrizione ad un ordine professionale.
2) - Devono essere 4 soggetti differenti. Se nel vostro gruppo ci sono persone che hanno entrambi i profili, vi consigliamo di presentare l’uno o l’altro come prevalente. Ad esempio se Mario Rossi è un architetto ma anche un artista (con curriculum comprovato in questo campo) allora sarà vostra la scelta di presentarlo come architetto o come artista nel gruppo.
3) - Dipende dal vostro metodo di lavoro, noi consigliamo un sopralluogo.

1) Il premio è da intendersi quale corrispettivo per l'opera prestata e rappresenta altresì il riconoscimento del merito personale di ciascun gruppo. Di conseguenza, ai fini fiscali, il trattamento del premio, a seconda dei casi, risulterà come segue:
Ai fini IVA: il corrispettivo sarà assoggettato in funzione delle caratteristiche soggettive del vincitore (professionista che svolge attività abituale con partita IVA o meno). Se dovuta sarà corrisposta.
Ai fini delle imposte dirette: il corrispettivo sarà comunque reddito tassabile come reddito professionale o reddito diverso in capo al vincitore: opereremo dunque le ritenute di Legge.
Ai fini contributivi: sia se il vincitore risulterà iscritto all'Albo (professionista) che nel caso in cui non sia iscritto all'Albo la Fondazione opererà le ritenute di Legge.

2) Si, nei limiti del possibile è nostra intenzione mettere il vincitore nelle condizioni di seguire il lavoro nella realizzazione e durante l’inaugurazione.

Si, ma all’interno di un gruppo che possiede almeno le quattro figure professionali di base.

Le delimitazioni delle aree sono indicazioni di spazi su cui è obbligatorio intervenire, ma il progetto può estendersi, a partire da quell’area, agli spazi che si ritiene utili per esprimere al meglio la propria strategia. L’area che vede quindi può essere integrata da altri spazi mantenendo la coerenza al tema.